mercoledì, settembre 20, 2006

Come un faro nella tempesta



Depressione...quanto viene usata oggi questa parola...fino a diventare un potente "alibi"...

Anche per me lo è stato...la usavo per avvicinare un amico ed averlo sempre li al mio fianco, poi ho capito che la pietà e la compassione non erano l'amore che cercavo e così ho smesso di usarla come alibi...ma non sono riuscita a debellarla...

"Debellarla" come se fosse una malattia...beh a certi livelli lo è...ma credo che , a parte chi ha delle indiscutibili patologie psichiatriche, tutti potremmo essere definiti "depressi" perchè TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, hanno provato in vita loro momenti di debolezza, sfiducia in se stessi o negli altri, senso di inadeguatezza, che ti fanno pensare che la vita fa schifo, che tutto è sbagliato....beh...generalmente dovremmo chiamare tutto questo uno " stato d'animo" e quindi non una malattia...e comunque non "depressione", ma "tristezza", anche "disperazione"...però unire a questi "stati d'animo" una consapevolezza...la loro TRANSITORIETA', fugacità...

Non so dire di preciso quando ho avuto questa illuminazione...ho letto tanto cercando di capire quello che mi succedeva in quei momenti...ed un giorno ho avuto il dono di un'immagine....un faro...e una bufera...

Dopo la bufera tutto si placa….allora guardiamola la bufera entriamoci dentro e guardiamo cosa c’è, cosa ci vuole dire, quale bisogno sta manifestando con il suo rivoltarsi contro gli elementi…il faro immobile, assalito da vento e dal mare in tempesta…forse gli costa fatica stare li senza franare, senza piegarsi…sembra tanto forte ed in fondo lo è…ma gli costa fatica…la fatica di entrare in una tempesta...viverla...e lasciarla passare…

Ed il mare perché gli si rivolta contro?….cos’è che lo turba tanto da farlo agitare in quel modo…lo mette alla prova...gli urla nel vento “Prima o poi ti tirerò giù”….ma non ce la fa… il faro…tutti i fari del mondo sono sempre la incontrastati sull’immensità del mare.
Come il faro dobbiamo passare attraverso il dolore…osservare il suo divenire nella nostra immobilità .

Viverlo fino in fondo…

Ok solo parole….come si fa a entrare nel dolore e ad osservarlo e a viverlo??? Sinceramente? Non lo so…so solo che dobbiamo affrontare gli ostacoli e non tirarci indietro…vincere la paura che ci frena, che ci immobilizza o che ci fa fuggire…andare avanti sempre….perchè la vita è questa è un flusso vivo, va sempre avanti...come la corrente del fiume….avanti implacabile…non puoi fermare lo scorrere di un fiume…


"Dietro le nuvole splende il sole"...basta apettare che le nuvole si aprino per vederne filtrare la luce...quando ci troviamo in un momento che noi chiamiamo di "depressione",guardiamola, cerchiamo di capire da dove viene e cosa vuole dirci, poi attendiamo che passi senza prendere decisioni, senza fare...senza dire, cerchiamo di rimanere immobili, finchè non se ne va e poi con la mente libera, più forte e serena, agiamo per prevenire o prepararci alla prossima volta che andremo in crisi...
Non è facile...lo so bene...soprattutto rendersene conto e cercare di non fare niente e dire niente che possa peggiorare la situazione...si sa che in quei momenti tendiamo a litigare con tutti, ad annullare la nostra personalità e a renderci vittime...a rendere il nostro stato un "alibi"...