Il tempo passa ed è inevitabile perdere le occasioni o rendersi conto che quello che ieri non si è fatto oggi ci manca.
I genitori ti vogliono proteggere dalle delusioni, dal dolore, dagli sbagli...ma alla fine ti "proteggono dalla vita".
C'è un libro bellissimo che tutti i genitori dovrebbero studiarsi: "Il bambino perso e ritrovato" della Marcoli.
Credo sia in questo libro uno degli esempi più efficaci per spiegare quanto l'eccessiva protezione sia più un danno che un bene.
Un bambino quando è piccolo cade spesso a terra... il suo corpicino è morbido, elastico e l'altezza da cui cade è relativa,questo fa si che piano piano capisca la dinamica della caduta...impara a cadere. Se invece lo si protegge, impedendogli di cadere, crescerà, diventerà più alto, meno morbido e flessibile, e quando la vita gli tirerà una spinta(e questo è inevitabile)si farà male...perchè non avrà imparato a suo tempo a cadere.
Io adesso a 29 anni quasi 30, vorrei averne 20...per fare tutte le cose che non ho fatto...e magari evitare anche qualcosa che invece ho fatto.
Mi farei le canne, salerei a scuola, me ne fregherei delle regole e delle apparenze, prenderei la vita come viene, senza avere paura che quello che fai oggi influenzerà a morte il tuo futuro...
Se questa vità mi darà la gioia di un figlio spero di avere la saggezza di lasciarlo vivere e scegliere la sua identità e la sua strada.
Mi rendo conto che fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo e che è nel nome dell'amore che si fanno certi sbagli...
giovedì, marzo 26, 2009
venerdì, marzo 20, 2009
I RISCHI
(da: "Vivere, Amare, Capirsi" di Leo Buscaglia)
A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;
Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;
A vivere c'è il rischio di morire;
A sperare c'è il rischio della disperazione e
A tentare c'è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.
(da: "Vivere, Amare, Capirsi" di Leo Buscaglia)
A ridere c'è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui;
Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti;
A vivere c'è il rischio di morire;
A sperare c'è il rischio della disperazione e
A tentare c'è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.
sabato, marzo 07, 2009
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